ALTARE BEATO ANDREA FRANCHI 

La richiesta dell’altare, voluto dalla famiglia Franchi nel 1608, costrinse a spostare il monumento del vescovo Andrea, precedentemente qui collocato.

Attualmente privo di mensa e gradini, l’altare è addossato alla parete. Presenta uno zoccolo con  al centro un’epigrafe, oggi perduta, ed ai lati lo stemma della famiglia Franchi. Lo stemma presenta, al centro, l’arme dei Franchi, sormontata da un elmo piumato e, nella parte bassa, una testa ghignante di satiro.
Al centro vi è un’ampia cornice destinata ad ospitare la pala d’altare, in questo caso una tela proveniente dal quarto altare di sinistra, nella quale si osserva la Vergine Assunta. L’opera, eseguita dal fiorentino Matteo Rosselli, è datata al 1611. La dicitura “MATTEO ROXSELLI F. 1611”, presente in un libro collocato nella parte bassa della tela, ci permette di datare ed attribuire l’opera con certezza. Ai lai della cornice osserviamo due colonne a fusto liscio con capitello composito ed una testina alata nella parte alta. La composizione è sormontata da un timpano ed un frontone interrotti. Sopra il frontone vi è un piccolo pilastro che sorregge un disco raggiato.

SEPOLCRO BEATO LORENZO DA RIPAFRATTA 

Addossato alla parete fra il Terzo ed il Quarto Altare sulla destra.

Inserito nella parete fino a terra, il sepolcro in marmo bianco fu eseguito da Bernardo Rossellino da Settignano ed aiuti nel 1458, su richiesta del popolo del Comune di Pistoia. L’arca marmorea rettangolare è decorata da due putti che sorreggono un’iscrizione. L’intera composizione si inserisce in una sobria cornice rettangolare. La statua raffigurante il Beato, abbigliato secondo l’uso domenicano, è collocata sul coperchio del sarcofago e poggia la testa sopra un cuscino.
Il sepolcro fu spostato in occasione della costruzione del grande arcone per l’organo. Attualmente si trova a metà della chiesa, in corrispondenza del pergamo antico di cui oggi non abbiamo più traccia.

Sopra il sepolcro vi sono tracce di affresco. Possiamo osservare una Santa a grandezza naturale, delle decorazioni floreali, dei frammenti di vesti di santi ed altri simulanti stoffa. La Santa è solitamente attribuita all’operato di Niccolò di Tommaso, artista attivo in città e probabilmente all’interno di San Domenico, fra il 1340 ed il 1370 circa. Le decorazioni floreali sono forse state eseguite precedentemente, nel corso del XIII secolo.